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Guida · A distanza

Giocare in videochiamata senza che diventi una riunione

Il principio è semplice: una persona condivide il tabellone, tutti gli altri rispondono dal telefono. Quello che rovina le serate a distanza non è mai il gioco — è l'audio, il ritardo dello schermo condiviso e il fatto che a distanza nessuno sa quando può parlare.

Lo schema che funziona

Nei giochi di TableNight lo schermo grande e i telefoni sono due cose separate: sul primo c'è quello che devono vedere tutti, sul secondo quello che riguarda solo te. A distanza questa separazione diventa un vantaggio, perché il "tabellone" può viaggiare dentro la videochiamata mentre le risposte restano private sul dispositivo di ciascuno.

  1. Aprite la videochiamata come sempre Meet, Zoom, Teams, WhatsApp, FaceTime: qualsiasi cosa purché permetta di condividere lo schermo. È solo il canale per vedersi in faccia e sentirsi.
  2. Una persona apre il tabellone del gioco Meglio da computer, non da telefono: la condivisione dello schermo del telefono è più piccola, più lenta e più difficile da leggere per gli altri.
  3. Condivide solo la finestra del gioco Non l'intero desktop. Condividere tutto lo schermo significa mostrare le notifiche in arrivo, la barra dei preferiti e — nei giochi a ruoli segreti — potenzialmente qualcosa che non doveva vedersi.
  4. Tutti gli altri aprono il sito dal telefono Digitano il codice stanza che vedono nella condivisione e giocano da lì, tenendo la videochiamata sul computer o sul tablet.

Il punto chiave: nessuno deve giocare dallo stesso dispositivo su cui guarda la videochiamata. Se il telefono serve per entrambe le cose, ogni risposta obbliga a uscire dalla chiamata e la persona sparisce dalla conversazione a metà partita.

L'audio: la cosa che rovina tutto

Il novanta per cento dei problemi in una serata a distanza è audio, non gioco. Tre regole risolvono quasi tutto.

  • Le persone nella stessa stanza devono avere un solo microfono acceso. Se in salotto siete in tre con tre computer collegati, spegnete microfono e altoparlanti su due. Altrimenti il suono rientra e parte l'eco che rende impossibile capire chi sta parlando.
  • Non condividete l'audio del computer se non serve. I giochi di TableNight non hanno musica indispensabile: condividere l'audio di sistema aggiunge solo rumore e ritardo.
  • Cuffie per chi è solo. Chiunque partecipi da casa da solo dovrebbe usare cuffie o auricolari: elimina l'eco alla radice, prima ancora che i software provino a cancellarla.

Il ritardo, e quando conta

Uno schermo condiviso arriva agli altri con un ritardo che va da un secondo a tre o quattro, a seconda della connessione. Nella maggior parte dei casi non importa. Conta in un caso solo: quando il punteggio dipende dalla velocità di risposta.

Nel quiz, chi condivide lo schermo vede la domanda prima di tutti gli altri, e siccome rispondere in fretta vale più punti, parte avvantaggiato. Ci sono due soluzioni oneste:

  • chi condivide lo schermo fa da arbitro e non gioca;
  • oppure si accetta che la velocità conti meno e si gioca a squadre, dove comunque bisogna concordare la risposta.

In Cronos e in Full Moon il ritardo è irrilevante: si vota dopo aver discusso, e la discussione dura molto più di tre secondi.

Il gruppo misto: metà in casa, metà collegati

È la situazione più comune e la più delicata. Cinque persone sedute in salotto e tre collegate da fuori tendono naturalmente a diventare due gruppi separati: chi è in casa parla sopra la chiamata, e chi è collegato sente un rumore indistinto e smette di intervenire.

Due accorgimenti la rendono gestibile. Il primo è mettere il computer con la videochiamata dentro il cerchio, non su un tavolino in fondo alla stanza: chi è collegato deve vedere le facce, non le nuche. Il secondo è nominare qualcuno che dia esplicitamente la parola ai collegati almeno una volta per turno. Sembra formale, ed è l'unica cosa che impedisce al gruppo remoto di sparire.

Quali giochi funzionano meglio a distanza

Full Moon — sorprendentemente sì

È il gioco che a distanza funziona meglio, e la ragione è controintuitiva: in videochiamata tutte le facce sono inquadrate contemporaneamente, cosa che a un tavolo vero non succede mai. Inoltre nessuno può sbirciare il telefono del vicino, che dal vivo è il problema numero uno dei giochi a ruoli nascosti. L'unica cosa da stabilire prima è chi parla quando, perché parlarsi sopra a distanza è molto più fastidioso.

Cronos — sì, a squadre nella stessa stanza

Funziona bene se le squadre coincidono con i luoghi: chi è in salotto forma una squadra, chi è collegato ne forma un'altra. Così la discussione interna avviene dal vivo e in chiamata passa solo il risultato. Squadre miste fra presenti e collegati sono possibili ma richiedono pazienza.

Quiz — sì, con l'avvertenza sul ritardo

È il più semplice da mettere in piedi e il più adatto se le persone collegate non si conoscono fra loro. Ricordate solo la questione del vantaggio di chi condivide lo schermo.

Prima di iniziare: due minuti di prova

Vale sempre la pena spendere due minuti prima che inizi la serata vera:

  • chi condivide apre il tabellone e chiede se si legge — se qualcuno deve strizzare gli occhi, ingrandite la finestra invece di alzare la risoluzione;
  • fate entrare tutti nella stanza di gioco e verificate che i nomi compaiano sul tabellone;
  • controllate che non ci sia eco facendo parlare una persona alla volta.

C'è anche una ragione tecnica per aprire in anticipo: i server dei giochi si spengono quando nessuno li usa, e la prima apertura della serata può richiedere fino a un minuto. Farla mentre la gente si collega evita il momento in cui otto persone guardano una schermata di caricamento.

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